Fin dalla sua prima versione (1995) il Catalogo dei Forti Terremoti in Italia (CFTI) ha sempre prestato grande attenzione all’evoluzione delle scosse precedenti (anche chiamate “premonitorie”, o “foreshocks”) e successive (“repliche”, o “aftershocks”) agli eventi considerati “principali”, dedicandovi uno specifico commento descrittivo di sintesi. Dopo la pubblicazione della seconda versione del Catalogo (1997) il gruppo di lavoro SGA sviluppò diverse analisi specifiche sulle sequenze di alcuni dei più forti terremoti storici italiani, come quelle del 1693 in Sicilia orientale, del 1743 nel Salento, del 1783 in Calabria centrale e meridionale. Tutti i risultati disponibili furono poi messi a disposizione dell’INGV. Si evidenziò da subito l’importanza di conoscere lo svolgimento cronologico dei grandi terremoti, di osservare la molteplicità dei terremoti in un’area limitata e di valutare il concorso delle varie scosse al quadro complessivo degli effetti. 

L'importanza e la quantità delle informazioni di questa tipologia è cresciuta negli anni, e abbiamo quindi deciso di provare a rendere questi dati più comprensibili e immediatamente fruibili per confronti e nuove elaborazioni. Nel 2018 abbiamo svolto uno studio di fattibilità elaborando un metodo che, estendendo le esperienze sopra descritte, permette di trasporre i dati qualitativi disponibili in cronologie organizzate in forma tabellare, così da consentire una rappresentazione grafica di ogni singola sequenza del CFTI (vedi nota metodologica).

Mettendo in campo le competenze multidisciplinari del gruppo di lavoro CFTI, e grazie alla triennalità del progetto in corso di realizzazione nell’ambito delle attività previste dalla Convenzione INGV-DPC all. B2 (2019-2021), Work Package 1, Task 1, ci siamo posti un obiettivo ambizioso, ma che riteniamo raggiungibile: quello di rappresentare con grafici e mappe interattive tutte le sequenze sismiche presenti nel CFTI, offrendo la possibilità di consultarle sia per singole scosse, sia per singole località, mantenendo visibili i commenti testuali descrittivi. La necessità di inserire gli effetti nelle singole località anche per le scosse minori delle sequenze, attualmente non presenti nel Catalogo, ha reso necessario lo sviluppo di un’ulteriore articolazione della banca dati CFTI, che ora consente una più efficace archiviazione e fruizione di tali dati.

È in corso di sperimentazione un’interfaccia web di consultazione avanzata che consente la visualizzazione contemporanea e interattiva di una time-line e di una mappa della cronologia per la sequenza considerata. Una versione di test di tale strumento di confronto, con la possibilità di consultare due sequenze a scopo esemplificativo, è disponibile al link: http://storing.ingv.it/cfti/cftilab/seq/

Seq

Interfaccia dello strumento di analisi delle sequenze sismiche del Catalogo dei Forti Terremoti. Nell'esempio è visualizzata la sequenza del Bolognese del 1929.


Ulteriori approfondimenti

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