Il gruppo di lavoro del Catalogo dei Forti Terremoti Italiani (CFTI) è direttamente coinvolto in diverse delle attività previste dall’Accordo Quadro DPC-INGV (2012-2021):

  • Convenzione DPC-INGV all. A 2019, sub-WP7.1 (Banche dati sismologiche storiche e strutture sismogenetiche).
  • Convenzione DPC-INGV all. B2 2019-2021, WP1 (TERREMOTI - Programma di integrazione, miglioramento e adeguamento, anche informatico, delle banche dati sismologiche dell’INGV di interesse di protezione civile, miglioramento delle comunicazioni tra INGV e DPC e dei prodotti relativi agli eventi sismici), Task1 (Integrazione banche dati di sismologia storica).

Sono attive collaborazioni con diversi colleghi e gruppi di ricerca di INGV, tra cui quelli del Database of Individual Seismogenic Sources (DISS), di Hai Sentito Il Terremoto (HSIT)dell'Archivio Storico Macrosismico Italiano (ASMI) e di EMERGEO. Sono in corso collaborazioni anche con iniziative esterne all’INGV, come la costruzione del Catalogo italiano degli Effetti Deformativi del suolo Indotti dai forti Terremoti (CEDIT) a cura del Centro di Ricerca sui Rischi Geologici CERI dell’Università “Sapienza” di Roma.

All'inizio del 2020 è stato avviato un progetto dal titolo Approccio integrato e multi-scala per la definizione della pericolosità da frana sismo-indotta nel territorio italiano (FRASI). L’iniziativa è finanziata dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) e punta a sviluppare un approccio metodologico multi-scala (nazionale, regionale e locale) e multidisciplinare per la valutazione della pericolosità da frana sismo-indotta, utilizzando in maniera integrata banche dati pubbliche esistenti a livello nazionale e regionale e risultati di precedenti progetti e attività di ricerca. Tra queste banche dati e precedenti attività il CFTI occupa un ruolo centrale, sia per la sua estensione a scala nazionale, sia perché nella sua ultima versione (CFTI5Med) presenta un gran numero di riferimenti a fenomeni franosi associati a forti terremoti del passato.

Un settore in cui si prevede di sviluppare future attività è quello dell’articolazione degli effetti sismici a livello dei singoli edifici monumentali danneggiati da eventi sismici storici. La banca dati di cui il CFTI è un sottoinsieme strutturato ha una ulteriore articolazione in edifici, nata già nel 1986 e via via arricchita di dati, che hanno visto un forte incremento in corrispondenza del progetto sviluppato per la "Carta del Rischio del Patrimonio Culturale – Dati sulla vulnerabilità e pericolosità sismica del patrimonio culturale della Regione Siciliana e della Regione Calabria" dell’Istituto Centrale di Restauro (oggi ISCR). Il contestuale sviluppo dello strumento di navigazione dell’iconografia e il collegamento in interoperabilità con il sistema informativo della suddetta Carta del rischio potranno mettere a disposizione una ricca e coordinata documentazione multidisciplinare sui beni monumentali esposti agli effetti di futuri eventi sismici distruttivi.  

 

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