01 la storia del CFTIIl Catalogo dei Forti Terremoti in Italia (nel seguito CFTI) raccoglie i risultati di quasi quattro decenni di ricerca di sismologia storica in Italia, e include oggi 1.167 terremoti per la sola area italiana e 473 per l’area mediterranea (questi ultimi per i soli periodi antico e medievale).

Il CFTI non presenta solo i dati parametrici dei terremoti e quelli che descrivono in forma sintetica gli effetti nelle singole località, ovvero i valori di intensità secondo la scala MCS, ma anche testi descrittivi degli effetti dei terremoti nel contesto antropico e nell’ambiente naturale, fornendo un quadro completo del loro impatto sul territorio e delle conseguenze sociali ed economiche. Per ogni sequenza sismica studiata fornisce inoltre una bibliografia completa di tutte le testimonianze utilizzate, e a partire dalla pubblicazione del CFTI5Med (2018) offre anche la possibilità di consultarne direttamente on-line circa la metà.

Il CFTI raccoglie solo i risultati di ricerche originali di base, sviluppati alla luce di una nuova sensibilità storiografica, attraverso un metodo di ricerca e di elaborazione specifico, messo a punto sin dall'inizio delle ricerche prima per conto dell'ENEL e poi per conto di ING/INGV, al fine di garantire trasparenza alla ricerca e alla interpretazione sismologica. L’obiettivo era ed è ancora di rendere disponibili i dati sulla sismicità italiana a settori sia scientifici sia storico-umanistici, con la tracciabilità dell'informazione (dagli scaffali di archivi e biblioteche ai parametri) e la trasparenza dei processi interpretativi (figura 1).

Come si è ottenuta la fruibilità e la trasparenza dei dati? Fin dall’inizio delle ricerche nel 1983 fu messa a punto una specifica schedatura informatizzata dei materiali storici (figura 2) che i ricercatori individuavano nei vari percorsi di ricerca progettati dal coordinamento storico. Il lavoro fu da subito molto esteso e numerosi nuovi terremoti si sono poi aggiunti al precedente vasto patrimonio di conoscenze. Da allora il metodo di ricerca e di organizzazione dei risultati e delle relative elaborazioni sono andati via via affinandosi fino a consolidarsi nelle successive versioni del CFTI.

SchedaA1 A B

Figura 1 - Le tre schede A1, A e B per l'organizzazione dei materiali prodotti dalla ricerca storica. La documentazione reperita, riprodotta e/o trascritta, è stata ed è oggetto di schedatura (Figura 2), a partire dalla scheda A1 (sede di ricerca) e dalla scheda A (collegata alla relativa scheda A1), contenente nella sua parte frontale i dati che caratterizzano il documento reperito e nel retro l'elenco delle sequenze sismiche descritte nel testo. A ciascuna riga del retro della scheda A corrisponde una scheda B, che riporta nel fronte alcune informazioni sulla sequenza sismica schedata ed eventuali eventi contestuali, precedenti o successivi (guerre, eventi meteorologici estremi, carestie ecc.) che possono aiutare a contestualizzare il contenuto della testimonianza schedata. Nel retro della scheda B è allegata o trascritta la porzione di testo che descrive la sequenza sismica schedata. Le testimonianze così schedate sono immagazzinate nella banca dati del progetto (figura 2). La schedatura cartacea è stata da tempo abbandonata in favore di una schedatura elettronica che mantiene identici struttura e collegamenti. 

La logica della struttura informativa del CFTI è incardinata su un insieme di temi predefiniti, ma non limitativi, riguardanti le seguenti nove aree-guida: 

1) confronto fra parametri dei precedenti cataloghi e i nuovi risultati;
2) stato delle conoscenze e percorsi della ricerca, problemi evidenziati;
3) area dei maggiori effetti a scala regionale;
4) effetti nelle singole località;
5) effetti nel contesto antropico: caratteri del patrimonio edilizio, crisi economiche e/o demografiche correlate, risposte amministrative, ricostruzioni, spostamenti di sito ecc.;
6) effetti nell’ambiente naturale;
7) cronologia delle scosse (precedenti e successive alla scossa principale);
8) bibliografia classificata delle fonti e degli studi per ogni evento (secondo un codice di valore informativo);
9) testi delle fonti memorizzati e relativi microfilm o digitalizzazioni dei testi originali.

La banca dati ha altre 14 sotto–aree, ossia sviluppi dei temi principali, secondo la quantità e qualità delle fonti reperite e la rilevanza di un evento sismico.

Se si pensa a quali passi da gigante abbia fatto l’informatica in questi ultimi trenta anni, si può comprendere la forza innovativa che ebbe l'impostazione di questa ricerca: da un lato si muoveva in un rapporto diretto con le biblioteche e gli archivi, allora non informatizzati; dall’altro, utilizzava nuovi strumenti tecnologici di gestione per progetti di ricerca mirati e strutturati per la prima banca dati nazionale sulla sismicità storica. Il carattere innovativo dell'approccio metodologico, dell'articolazione informatica dei dati raccolti e delle elaborazioni fatte, ha mostrato negli anni le sue potenzialità e presenta ancora oggi una sua freschezza, testimoniata dalla possibilità di articolare sempre di più l'offerta informativa già in gran parte immagazzinata nella struttura di banca dati.

SchemaRicercaENEL2

Figura 2 - Schema semplificato dell'organizzazione e dell'immagazzinamento dei materiali della ricerca condotta nell'ambito del programma nucleare dell'ENEL e che ha costituito la metodologia via via affinatasi anche nelle successive ricerche.  Tutta la documentazione reperita è stata oggetto di riproduzione a microfilm e, con l'evoluzione della tecnologia, in forma digitale. L'organizzazione informatica del materiale così raccolto consente ancora oggi la massima fruizione del contenuto informativo.

 


sfondo logout