Come nei cantieri delle grandi cattedrali medievali, la costruzione e l’aggiornamento del Catalogo dei Forti Terremoti in Italia (CFTI) è un lavoro complesso e collettivo, che vede più figure professionali dialogare e svolgere contemporaneamente molteplici attività. Quindi, mentre da un lato si lavora per sviluppare strumenti informatici e interfacce web che rendono i dati più fruibili e migliorano la loro interpretazione sismologica, dall'altro si lavora assiduamente per incrementare e migliorare i contenuti. Da questo punto di vista sono diverse e diversificate le attività in corso; ma per tutte, come sempre nel CFTI, si parte dalle fonti storiche originali, con l’obiettivo di rendere sempre più affidabili e trasparenti i dati di base.

È stata avviata la revisione di alcuni terremoti, già studiati nelle precedenti versioni di CFTI, fra cui quello della Liguria occidentale del febbraio 1887, con particolare riguardo alla definizione dell’impatto sull’ambiente naturale e alla propagazione degli effetti in numerose località francesi, e quello del settembre 1920, che colpì l’Appennino settentrionale, e in particolare la Garfagnana e la Lunigiana. La revisione di quest’ultimo evento è finalizzata a migliorare le conoscenze su questo grande terremoto, di cui ricorre il centenario nel 2020. Inoltre, sono in corso di studio numerosi terremoti minori ancora inediti, che confluiranno nella prossima release del Catalogo.

È in corso la revisione di tutte le sequenze sismiche – ovvero della cronologia dei foreshocks e degli aftershocks – già presenti nel CFTI5Med, a vari livelli di completezza (ulteriori approfondimenti).

È in corso la stesura dei commenti descrittivi per terremoti per i quali il Catalogo contiene solo le intensità per località e i parametri essenziali.

Prosegue l'attività di identificazione, classificazione e localizzazione degli effetti sismo-indotti sull'ambiente naturale relativi alle sequenze sismiche in corso di studio (ulteriori approfondimenti).

È iniziata una sistematica raccolta, catalogazione e georeferenziazione delle fonti iconografiche dei forti terremoti a partire dalla metà dell’Ottocento, e in particolare delle fotografie che descrivono gli effetti locali. Una ulteriore articolazione informatica del CFTI consentirà di mettere in relazione i danni sismici su singoli edifici monumentali, le fonti iconografiche relative e le informazioni della Carta del Rischio del Patrimonio Culturale, di cui si fa cenno nella sezione ‘i progetti’ di questo menu.

Tutte queste attività sono condotte a partire dalla revisione delle fonti e dei dati noti, che a sua volta si sviluppa lungo due percorsi fondamentali. Nell’ambito del primo percorso sono individuati e analizzati in modo sistematico i contributi più aggiornati della storiografia e della letteratura specialistica. Nell’ambito del secondo percorso è invece sviluppata una ricerca mirata al recupero di informazioni che accrescano le conoscenze già disponibili sui forti terremoti, sul loro impatto nel territorio e in ogni località colpita, e sulle relative conseguenze sociali ed economiche.

Questo duplice sforzo farà aumentare notevolmente anche il numero delle fonti storiche disponibili in formato PDF; attualmente sono oltre 23.000, circa la metà delle oltre 47.211 utilizzate per l’intero CFTI.

sfondo logout