La ricca collezione di testi e fonti scritte riguardanti i terremoti storici italiani qui raccolta è un unicum nel suo genere, sia per consistenza – 34.218 voci bibliografiche – sia per caratteristiche. È costituita dalle opere utilizzate per lo studio degli eventi sismici presenti nel Catalogo dei Forti Terremoti Italiani CFTI. L’elemento aggregatore che ha portato nel tempo alla formazione di questo particolare corpus testuale è dunque l’apporto informativo di ciascun scritto alla conoscenza di uno o più terremoti del passato. Questa raccolta è quindi peculiare in quanto costituita da testi tipologicamente diversi, da opere prodotte in un arco temporale di più di duemila anni e da scritti in lingue diverse che riflettono i diversi periodi storici, le vicende istituzionali del territorio italiano, i confini extranazionali degli effetti dei terremoti avvenuti e l’eco che soprattutto i forti eventi italiani ebbero anche nel passato fuori dai confini nazionali.

testi e fonti

La parte preponderante, quasi la metà, di questa raccolta è costituita da fonti storiche dirette, quelle che forniscono i dati di base di prima mano sugli eventi sismici storici. Esse derivano dai due grandi contenitori di memoria cui attinge la sismologia storica: quello delle persone (fonti cronachistiche e memorialistiche, cioè le testimonianze della memoria individuale ivi comprese le testimonianze dell’erudizione naturalistica) e quello delle istituzioni nel senso più ampio del termine. Quindi documenti che furono prodotti e ora sono conservati negli archivi delle istituzioni pubbliche, familiari (le grandi amministrazioni private), religiose (l’organizzazione territoriale della Chiesa, cioè le gerarchie ecclesiastiche e gli ordini religiosi), notarili (regolatori dei rapporti economici e sociali di una società). Di rilevante consistenza (più del 15%) sono le fonti indirette, costituite principalmente da testi protogiornalistici (avvisi manoscritti e a stampa, e gazzette) e da cronache giornalistiche più caratterizzate nel periodo più recente (organi di stampa e giornali).

La collezione raccoglie anche le fonti specifiche della pratica sismologica, come le relazioni scientifiche e le ricognizioni sul campo eseguite dagli esperti contemporanei ai grandi terremoti, come anche i testi della tradizione della sismologia storica, i cataloghi dei terremoti della tradizione erudita e positivistica, i repertori fino alle fonti prodotte dai servizi sismici nazionali, tra cui le cartoline macrosismiche, i questionari e i bollettini. Fonti dirette, indirette e negative e fonti sismologiche incidono per oltre l’80% dei testi. Per fonti negative s'intendono quelle consultate in quanto potenzialmente contenenti informazione sui terremoti, il cui riscontro negativo ha valore sismologico. Il restante 20% circa è rappresentato da due tipologie testuali importanti: gli studi storiografici, che consentono di delineare i contesti demografici, sociali, economici e istituzionali pre e post terremoto e, infine, articoli e libri scientifici che trattano specifici terremoti o determinate aree sismiche.

GRAFICO FONTI ITA

Statistica delle tipologie testuali utilizzate nel CFTI5Med, organizzate in base al valore testimoniale elencato in legenda. Per ogni valore è indicata la percentuale rispetto al totale delle 47.211 testimonianze.

 

Le fonti e i testi (34.218) utilizzati nel CFTI5Med (consultabili nella relativa sezione del menu 'gli strumenti') sono articolati in 47.211 voci indipendenti, in considerazione del fatto fatto che ciascuna opera può contribuire a più di un terremoto (si veda il grafico). ). Il CFTI5Med mette a disposizione 23.538 di queste voci sotto forma di PDF ricercabili: in gran parte come trascrizioni delle porzioni di testo utili alla ricerca (PDF_T), e in parte come scansioni digitali delle opere originali (PDF_R, ricercabili per i soli testi a stampa). Per i testi in lingua non italiana (latino, greco, spagnolo, francese, inglese, tedesco) nelle trascrizioni sono fornite le traduzioni letterali.

 

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