Durante oltre tre decenni di studio sui terremoti storici sono state reperite molte testimonianze iconografiche che possono essere utili agli studiosi per avere ulteriori informazioni sull'entità e la stima dei danni. Molto ricca e varia è la tipologia delle immagini sugli effetti dei terremoti emerse da ricerche specifiche: disegni associati a perizie, incisioni tratte da disegni dal vero, stampe, dipinti, acquerelli, mosaici, affreschi, fotografie. Una categoria a parte, molto preziosa per lo studio dei terremoti, è la cartografia storica con localizzazione degli effetti sismici, un tipo di fonte che ha espresso la volontà di rappresentare geograficamente l'impatto di determinati forti terremoti. 

La prima e la più antica mappa tematica è stata prodotta nella seconda metà del Cinquecento, a seguito del terremoto delle Alpi Marittime del 1564. Dal XVII secolo questo modo di rappresentare i danni cominciò via via a diffondersi, fino alla grande diffusione che si riscontra nella letteratura scientifica della seconda metà del XIX secolo. Con la nascita della fotografia le fonti iconografiche assumono un valore immediato e diretto di testimonianza di danni e distruzioni. A partire dal terremoto della Basilicata del 16 dicembre 1857, la raccolta delle testimonianze fotografiche diventò quantitativamente sempre più importante, soprattutto per i grandi terremoti italiani di fine Ottocento e inizio Novecento. Per questo periodo la vasta disponibilità di documentazione fotografica relativa a territori, monumenti, edifici pubblici, privati ed ecclesiastici, offre la duplice possibilità di confrontare le immagini con le descrizioni dei danni riportate dalle fonti scritte, e di conoscere e valutare lo stato di paesi ed edifici prima e dopo un forte terremoto.

Per poter fruire di questa preziosa documentazione, utile per un quadro degli effetti dei terremoti sull’ambiente abitato e su quello naturale, è in corso un’attività specifica (avviata nell'ambito della Convenzione INGV-DPC all. B2 2019-2021, WP1, TASK1), volta alla sistematizzazione, archiviazione, valorizzazione e fruizione di questo materiale. L’attività prevede la digitalizzazione, catalogazione e georeferenziazione di diverse centinaia di fotografie relative agli effetti dei terremoti del passato, che vengono oggi rese pubblicamente consultabili attraverso il portale denominato CFTIvisual, Atlante delle fonti visive dei terremoti italianivisual


Ulteriori approfondimenti


Tutte le immagini di questa pagina son pubblicate con licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale (CC BY 4.0), per cui, per ogni utilizzo, è sempre richiesto di riportare la seguente citazione: "Tarabusi G., Ferrari G., Ciuccarelli C., Bianchi M.G., Sgattoni G., Comastri A., Mariotti D., Valensise G., Guidoboni E. (2020) - CFTILab, Laboratorio Avanzato di Sismologia Storica. Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).  https://doi.org/10.13127/CFTI/CFTILAB" .

 
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